carlo/ Settembre 4, 2019/ news/ 0 comments

Quando ho lanciato il sondaggio pensavo veramente che l’amica e companga Monica Cirinnà, la leonessa di Palazzo Madama, intestataria della battaglia della scorsa legislatura per l’approvazione della legge per le Unioni Civili, sarebbe stata la prossima Ministra per le PO del secondo governo Conte ( da me definito #bisConte).

Nel precedente governo “giallo – verde” ( #chedioloabbiaingloria ) la delega era rimasta allo stesso Conte che, affidando al bravissimo e competente #VincenzoSpadafora la delega di sottosegretario di stato, aveva encomiabilmente sostenuto le politihe LGBT con la costituzione di un Tavolo di Lavoro LGBT presso Palazzo Chigi. A lui vanno imputate numerose azioni tra cui la nomina del nuovo Direttore dell’Ufficio UNAR. Egli ha marciato ai Pride Campani in difesa dei diritti prendendo le distanze dai vari Pillon, Fontana, Santanchè e Meloni-CasaPound che distribuivano feti di plastica, rosari pezzotti e anatemi inutili a mezzo mondo civilizzato, sperando di far crollare l’Italiain un secondo Medioevo.

In tanti e tante hanno risposto al mio sondaggio, in meno di 24 ore oltre 100 persone hanno votato una griglia di nomi assortita in un elenco presentato in ordine alfabetico in cui erano presenti oltre alla senatrice Cirinnà, anche i nomi più rappresentativi, perchè mediaticamente più esposti, degli attivisti storici del movimento LGBT+ come Franco Grillini ed Imma Battaglia, o come l’ex parlamentare e show woman Vladimir Luxuria e l’uscente sottosegretario del M5S Vincenzo Spadafora.

Non commenterò i risultati del mio sondaggio, che è stato semplicemente un gioco, le cui percentuali sono comunque valide e in cui è evidente che l’aspettativa che avevo in cuore era supportata anche dal voto degli amici ed amiche che hanno donato qualche minuto per scegliere chi avrebbero voluto come ministro o ministra.

Ovviamente tutte le persone in lista sono persone di primissimo livello e la lista per me non era esaustiva.

Mancava ovviamente il mio nome, che qualcuno però ha gentilmente indicato nella casella Altro, ma mancavano i nomi di Sergio Lo Giudice, Alessandro Zan, Ivan Scalfarotto, Rossana Praitano, Porpora Marcasciano, Aurelio Mancuso o delle decine e decine di politici LGBT che in questi decenni ho avuto l’onore di conoscere, frequentare e da cui ho imparato molto.

Pertanto questi dati sono una istantanea che scelgo di pubblicare ex post e che aumentano la curiosità verso la neo Ministra che non conosco e che non vedo l’ora di conoscere per misurarmi nelle idee, nella innovazione, nella capacità di realizzare servizi per le persone della nostra comunità più fragili ed esposte alla violenza, all’esclusione e all’area della marginalità sociale.

Dei nomi che ho fatto, e dei tanti che non ho fatto, so che saranno chiamati ad una riflessione sul futuro del nostro Paese ad un passo dal baratro di una destra cafona e tracotante, alla quale il lombardo padano, con la complicità di un manipolo di operatori dell’informazione della scuola di Feltri, hanno tentato di liberare le forze oscure dei nascosti, che per un attimo hanno invaso il mondo dei diurni.

Dobbiamo ringraziare il Moito e la Madonna di Montevergine che l’8 Agosto ( l’8 nella cabala napoletana è ” ‘A Maronn’, ‘a Mamma ‘e tutte ‘e Mamme” (la Madonna) ha fatto inciampare nel suo stesso ciarpame colui che pareva invincibile e che oggi appare meschino ed insicuro.

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