carlo/ Novembre 4, 2019/ news/ 0 comments

Sarei potuto morire per un tozzo di pane!

Eggià, nel vero senso della parola.

I lievitati di farina bianca sono la mia morte certa.

Pane, pasta, pizzette, pizze ripiene, pizze napoletane, pizzette fritte, zeppole e poi bibite gasate, drink di ogni sorta e genere dal negroni al più semplice gin lemon oppure caramelle o semplicemente snaks di ogni sorta.

Se per necessità come me leggeste con attenzione le etichette  di ciò che mangiate abitualmente, scoprireste che li c’è scritto quello che contengono e anche  quanto zucchero è aggiunto e di cui voi ignorate la sua utilità o inutilità.

I produttori avranno pensato e senza chiedercelo, che dato che la vita è già amara di sua, ci addolciscono le giornate con una invisibile pillola o  pinnolo aggiungendo zucchero inutile. Questo, subito assorbito, va in circolo e grazie alla vita sedentaria che conduciamo e allo sport nazionale di cui siamo campioni la digitagiopressione dello schermo dello smart phone, non li smaltiamo e lasciamo che si accumulano avvicinandoci alla fossa comune.

tutto comincia dalla qualità del carrello, della scelta dei prodotti ovviamente!

Tutto parte dalla spesa, la differenza lo fa il carrello, come lo riempite, perchè quello che comprate lo mangerete!

Quindi andate a fare la spesa come se andaste ad un corso di formazione e poi le volte successive già saprete cosa evitare e cosa cercare perchè saprete già come cucinare.

 A casa nostra,Marco ed io abbiamo sostituito la farina bianca con la farina integrale, abbiamo sostituito il dolcificante allo zucchero, imparato l’indice glicemico degli alimenti ed imparato a mangiarli, associarli o disccociali, anche a cucinarli, perché va fatta attenzione all’indice glicemico.

Il fisico, il nostro,  ha risposto di suo e positivamente.

Abbiamo perso in 2 il contropreso di un uomo magro circa 55 kg .

Portavamo in giro una zavorra inutile che ci trascinavamo nel sangue e nella nostra relazione senza che ne avessimo scelto per prestazioni, sembianze o per spiritosagine.

Era insomma un estraneo tra noi che si era insinuato. Abbiamo scelto quindi, di sacrificarlo e di aprire ad una nuova vita.

Ma quanto è difficile vivere senza zucchero? Tantissimo, perchè senza una legge che sanzioni l’uso indiscriminato dello zucchero i produttori, pur di acquisire i consumaroti sulla base di un inganno, il sapore, che come il sesso è un corruttore della volontà, ci inducono a credere che la dolcezza sia sottoposta alla forza di volontà.

Invece più ingrassi e più ti deprimi e dunque più mangi.

Quindi lo zucchero chiama altro zucchero perché ti appaga e ti rende felice e in meno che non si dica ti suicidi felice.

Vi assicuro che dolcezze nel cibo si trovano in alternativa, io quando torno dalla discoteca ho sostituito una mela dolce al cornetto con la nutella ad esempio ( e non dite che sono uno sfigato). Ogni tanto di rado mangio un dolce, in modica quantità o un piatto di pasta, sia chiaro io non mi privo, mangio in modo responsabile e prima mangiavo 1 kg di pane al giorno ed ora 2 fettine di pane di segale.

Ecco perché penso sia giusta una tassa sugli zuccheri,obbligherebbero  le aziende produttrici ad eliminare quel componente dannoso ma saporito che ha modificato il nostro sapore e che ci fa percepire come indispensabile gli alimenti dannosi.

Se lo Stato ci riconosce un esonero sia per le analisi ma anche per il monitoraggio e cura del diabete e ci impone di rispettare una dieta povera di zuccheri ( banalizzo), senza la quale questa gratuità verrebbe a cadere, perché ci invoglia a trasgredire?

Quindi chiedere allo Stato di fare la sua parte aiutandoci disincentivando gli zuccheri significherebbe sostenere tutte e tutti noi e nel lungo termine sconfiggere tutte le malattie derivanti dall’obesità.

Migliorerebbe la nostra vita e non dovremmo più combattere con le etichette o non subiremo il fascino malefico delle pubblicità che ci vogliono indurre a credere che gli zuccheri siano appetitosi, buoni e giusti.

Per cui io dico SI alla tassa sullo zucchero e si ad una campagna informativa dei danni collaterali dall’uso smodato degli zuccheri.

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