carlo/ Aprile 4, 2020/ Uncategorized/ 0 comments

Zio Carlo Taranto era un uomo dolce, mite, sorridente. Certamente il più Salomone tra nonna Bella e zio Nino che Taranto. De Taranto c’aveva il fuoco sacro del sale sulla coda!
Lui e zio Peppino erano così come mio nonno Tommaso, impastati del sorriso di Nonnina, della stessa malta di cui è fatta anche mia mamma Annamaria che zio Carlo chiamava Marianna.
Odorava di sigarette, di President… o qualcosa del genere, che spuntavano dai grandi baffoni che facevano il solletico. Ci sapeva fare con noi bambini, proprio come zio Peppino ed era sposato come il fratello con una bellissima donna ballerina romana ( zia Fernanda) buona e gentile.
Zio Carlo era un bravissimo attore, schiacciato per educazione, indolenza e riverenza dalla figura di un fratello di cui forse si sentiva completamento sia familiare che artistico.
Già vivere con un padre come Raimondo Taranto non deve essere stato facile, vivere con un fratello come Nino ancora meno, essere una famiglia dell’Arte napoletana al pari dei più grandi, non era sicuramente una cosa per tutti.
Carlo era finalmente Carlo Taranto da quaranta giorni, era la magistrale morte di Carnevale al Sannazzaro in un periodo in cui la critica ne scriveva per la sua bravura e genialità in un momento in cui Nino era una stella del firmamento affidato alla celebrazione e della compassione. Carlo era Carlo Taranto e non un nome sotto Nino.
Carlo per 40 giorni rimase lontano da Nino fino a quando quell’urlo di nonna Bella non lo riportò in cielo da zio Nino e Nonnina. Urlo su quel dondolo in cucina che suonava di morte, come le campane di una chiesa e di una ennesima morte inspiegabile e che pareva gettare noi tutti nella disperazione più profonda. In pochissimo tempo, il 4 Marzo si chiuse per la famiglia Taranto definitivamente il teatro quando la sorte, Dio, vir tu, all’intrasatta strillò anche ler Carlo “Sipario!” Ciao zio Carlo la tua targa mi segue come le tue carezze e la tua dolcezza ovunque io vada.

Carlo Taranto
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