carlo/ Aprile 5, 2020/ news/ 0 comments

Grazie a Roberto Tozzi

Scrivo questo post in italiano perche’ in questo momento la situazione epidemiológica dell’Italia e’ piu’avanzata dal punto di vista temporale di quella derato, anche se ancora incostante, calo dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva.
Arrivati a questo punto, sento da ogni dove l’ istanza allá mitigazione, riduzione o abolizione delle restrizioni.
Leggo tanta energía e passione in chi vuole la mitigazione e altrettanta in chi si oppone. Amici, tra cui persone che stimo tanto, gente che aveva 10 a scuola in tutte le materie, professionisti straordinari…
Senza voler creare frustrazione o insolentire nessuno condivido le mie considerazioni basate su una posizione privilegiata perche’ ho accesso alla scienza che viene prodotta sulla questione Covid19 ed una discreta competenza per capirla. Questo post pero’ rimane un parere personale, un interpretazione dei fatti. Nulla altro.
Parto subito dal dire che sul Covid19, scientificamente, sono molte piu’le cose che ancora non sappiamo rispetto a quelle che sappiamo. Per cui la prima cosa da ammettere, con umilta’, e’ che la scienza ha ancora tantissimi dubbi su questo virus.
Questo difficilmente puo’ essere detto da chi governa o tanto meno da chi e’ stato nominato a consigliare chi governa. Potrebbe essere letto come un segno di debolezza che, si ritiene, potrebbe far perdere autorevolezza o peggio consenso elettorale.
Personalmente credo che sarebbe un segno di trasparenza e onesta’ che potrebbe essere apprezzato da tutti.
Sappiamo che e’ un virus ad RNA che mostra importante similitudini genomiche (cioe’ nel materiale genético) con il virus isolato nei pipistrelli ma che dimostra significative differenze rispetto a precedenti virus (tipo SARS o MERS). Questo ne fa un virus cui il nostro organismo e’ vulnerabile perche’ il sistema immunitario non lo ha incontrato prima. Peraltro le differenze da altri virus fanno si che venga meno anche l’immunita’ crociata, cioe’ quel tipo di immunita’ che si attiva quando un nuovo patógeno ha similitudini con altri precedentemente incontrati dal sistema immunitario.
Questo spiega, almeno in parte, la diversa virulenza rispetto, ad esempio, al virus influenzale.
Inizialmente si diceva solo una piccola parte della popolazione diviene sintomática, pochissima gente avra’ sintomi gravi e ancora meno moriranno. Purtroppo di questo non abbiamo alcuna evidenza scientifica. I test sono stati fatti solo ai sintomatici, il che ci priva del dato sui reali contagiati. Potrebbero essere tanti di piu, ma potrebbero anche non esserlo. Quanti sono i positivi asintomatici? Sono contagiosi? Con quale meccanismo trasmettono il virus? Solo con la respirazione? Con la voce?
Tanti meccanismi ci sfuggono ancora. Come avviene il contagio? Solo con aereosol delle particelle? Quanto resiste il virus nell’aria? Quanto resiste sulle superfici? Quale e’ la cosidetta mínima carica patógena (cioe’ quanto virus ci vuole perche’ ci infettiamo)? Passa nel cibo? Passa dagli animali? La carica viremica ha un ruolo? Le infezioni trattate precocemente hanno esito migliore? Tante domande ancora senza risposta.
Quindi come si cura questo Virus? Al momento non si cura. Non esiste una cura certa. Non esiste un vaccino che lo prevenga e non esiste una terapia che lo curi. Esistono farmaci in fase di sperimentazione utilizzati per altre malattie che vengono provati su pazienti con infezioni da Covid19. E gli antivirali? Ottimi farmaci e di sicura efficacia nel bloccare la replicazione del virus. Purtroppo in tutte le situazioni fatali, la maggior parte delle quali sono situazioni arrivate all’attenzione clinica tardivamente (non per colpa dei pazienti), non ‘e piu’ il virus a causare la morte ma la risposta che il nostro organismo produce al virus ad essere fatale. Si una risposta infiammatoria, la cosidetta cascata/tempesta infiammatoria, tale da procurare la morte.
Al momento l’unica cosa certa per non morire di questo virus e’ non prendérselo. Anche l’iniziale macabro entusiasmo eugenetico sulla intoccabilita’ degli under 60 ‘e naufragato. Sicuramente chi e’meno giovane e piu’ fragile ha un rischio maggiore, ma ci sono ampi dati sul coinvolgimento di persone piu’ giovani e sane.
Mentre la ricerca lavora alacremente a rendere disponibili terapie ed un vaccino, e nel contempo gli operatori sanitari lavorano alacremente a tenere in vita quanti devono ricorrere agli ospedali, l’unico reale obiettivo perseguibile e’ AZZERARE I NUOVI POSITIVI.
Questo e’quello che puo’ fare ogniuno di noi. Questo e’ il modo di rendersi utili e dimostrare senso civico.
In assenza di evidenze scientifiche certe, bisogna procedere in modo diametralmente opposto a come normalmente si procede in medicina, laddove si elabora un’idea e poi sperimentandola si analizzano i risultati. In questa situazione l’unica evidenza che abbiamo e’ come il Covid19 e’ stato azzerato a Wuhan, in Cina.
Si parte dal risultato finale per capire come e’ stato ottenuto.
I colleghi cinesi hanno fornito a tutti I loro dati sulla strategia che ha consentito di arrivare a tale risultato. Anche la recente ricorrenza di contagi non fa altro che confermare i loro dati.
Questi dati hanno testato varie strategie successive di contenimento del contagio. Anche loro come noi hanno fatto fática a capire la gravita’ della cosa ed hanno avuto un approccio progressivamente piu’ restrittivo. Tutte le precedenti strategie con misure piu miti hanno fallito. L’ unica strategia che ha funzionato e ha portato all’azzeramento dei contagi e’ stata il LOCKDOWN TOTALE PER DUE MESI DELLE ATTIVITA’ E DELLA POPOLAZIONE.
Altre misure vincenti sono state la decentralizzazione (deospedalizzazione) della diagnosi e, laddove possibile, della cura, la protezione totale del personale sanitario e la segregazione degli ospedali (cioe’ creare ospedali dedicati al Covid 19).
Queste tre misure sono fondamentali per evitare di rendere il Covid19 UN’INFEZIONE NOSOCOMIALE.
Mi spiego meglio. Per avere una diagnosi di Covid19 si deve fare un tampone. Se per fare un tampone si devono avere sintomi e si deve andaré in ospedale, e’ verosimile che i sintomatici possano anche essere positivi. Quindi portare un potenziale positivo in un’ospedale non dedicato, dove mancano spesso i presidi di protezione per gli operatori sanitari, dove ci saranno anche altri pazienti e dove ci sono aree di aggregazione (tipo aree di attesa, pronto soccorso) spesso chiusi con meccanismi di riciclo dell’aria VUOL DIRE CREARE IL PERFETTO CIRCUITO PER LA DIFFUSIONE DEL CONTAGIO.
Il test andrebbe fatto sul territorio, idealmente a casa, agli inizi dei sintomi in modo da evitare di diffondere il contagio e di permettere diagnosi precoce e possibilmente terapia immediata.
Idealmente, il paziente andrebbe trattato a casa da medici adeguatamente attrezzati e protetti laddove possibile oppure ricoverato in ospedali dedicati trattato da operatori sanitari adeguatamente attrezzati e protetti.
Qualsiasi commistione di pazienti in ospedali non dedicati sarebbe favorire il contagio e qualsiasi caso di operatori sanitari non attrezzati sarebbe un rischio inaccettabile.

Torno al punto che interessa tutta la popolazione.
Visto che l’unica strategia che ha funzionato e’ il LOCKDOWN TOTALE fino al contagio zero, non vedo alternativa sicura che non sia, appunto, il LOCKDOWN TOTALE FINO A RAGGIUNGERE ZERO NUOVI POSITIVI oppure sperare che arrivi primail vaccino o la cura.
Siamo sicuri quando manteniamo due metri di distanza e andiamo a fare la spesa uno allá volta?
La risposta e’ non lo sappiamo. Non abbiamo dati certi. Tante cose non sono chiare ancora.
Nel dubbio better safe than sorry. Meglio abbondare nella distanza, indossare la mascherina sempre e ridurre le uscite al mínimo indispensable.
Fino a quando? Non esiste una data, esiste realisticamente solo un obiettivo: ZERO NUOVI POSITIVI. Fino a quando il vostro comune avra’ raggiunto lo zero nella tabella dei nuovi positivi. Da li poi aspettare due settimane con zero positivi per tenere conto del periodo di incubazione. Quando poi il comune confinante con il vostro avra anch’esso raggiunto questo obiettivo, solo allora potrete andaré nel comune confinante. Poi sara la volta della intera regione e poi delle regioni confinanti. Infine sara’ il momento della nazione, poi del continente ed infine del mondo. Perche questa piaga la affrontiamo tutti insieme.
Cosa avremo ottenuto? Non debellare il virus. Avremo guadagnato vite umane e tempo per la scienza di fornirci il vaccino e le terapie di cui avremo bisogno quando l’infezione si ripresentera’.
Ed allora ad i miei amici, i quali agognano un’urgente alleggerimento delle misure per far ripartire l’economia oppure perche’ non si compia una violazione dei diritti umani dico semplicemente che non basta ridurre il numero dei contagi, non basta un trend in dimunzione. BISOGNA ARRIVARE A ZERO NUOVI POSITIVI. Solo da li si puo’ ripartire in modo sicuro nei confini dei luoghi a zero positivi.
Se ci accontentiamo della diminuzione dei contagi per alleggerire le misure, il risultato sara’ uno solo: l’incremento del numero dei contagi. Il Covid19 della buona volonta’, dei risultati parziali del trend in miglioramento non ha alcuna considerazione. Basta poco perche’ riparta. Basta anche una sola persona infetta perche si riaccenda la diffusione del virus.
Se avessi responsabilita’ politiche eviterei in modo categórico di dare false speranze con date che sembrano solo la caramella per un bambino. Non esistono queste date, il 4, il 12, il 19, il 26 Aprile. Sono sciocchezze. Esiste una sola data: quell in cui il vostro comune, la vostra regione avra’ zero nuovi positivi + 2 settimane.
Ed allora cambia la prospettiva.
La responsabilita’ di raggiungere quella data il piu’ in fretta possibile ricade interamente sulla popolazione.
Siamo noi a determinare quando raggiungere quella data con comportamenti responsabili.
A chi ci governa la responsabilita’ di imporre tali misure senza esitazione e senza fraintendimenti.
A chi ci governa la responsabilita’ di facilitare la vita di chi queste misure le rispetta, supportando spesa on line, permettendo a chi vive in spazi limitati di avere periodi di uscita coordinándolo in modo da evitare aggregamenti pericolosi, e principalmentente supportando económicamente chi fa fática indipendentemente dalla posizione lavorativa o sociale.
A chi ci governa la responsabilita’ di creare percorsi assistenziali sul territorio, decentralizzando la diagnosi e possibilmente la cura.
A chi ci governa la responsabilita’ di creare ospedali dedicati, attrezzati per far fronte alle necessita’ crescenti con terapia intensiva e soprattutto proteggendo gli operatori sanitari.

Concludo ricordando, senza offesa personale ad alcuno, che nessuno di voi, meno che mai io, ha la soluzione per questa sciagura. Non la hanno fior fiore di scienziati, non vedo perche dovreste averla voi che di scienza non avete alcuna competenza.
Non esiste terapia o vaccino. Esiste solo la prevenzione con il lockdwon totale. Il resto e’ fantasía, propaganda elettorale o delirio.
Dipende da noi. Non ‘e una punizione e’ una protezione.
Take responsibility. Be responsible. Save the country. Stay home. Nun ce scassat o cazz. Statev a casa.

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